Kreos Il rosato del Salento top 20 del 2016 per Forbes

Questo articolo non vuole essere la solita sviolinata sul miglior vino rosato del salento, d’italia e probabilmente del mondo in quanto a rapporto qualità prezzo. A mio modesto parere Kreos, il rosato di Castello Monaci offre una perfetta e riuscita sintesi tra colore, brillantezza, intensità e freschezza che offre un profumatissimo Rosè Provenzale e la complessità, la persistenza, la sapidità la struttura e l’equilibrio di un corposo Rosato di stampo Salentino. Questo vino è stato inserito dall’esperto e quotato recensore di vini Nick Passmore tra i 20 migliori vini rosati del mondo da degustare nell’estate 2016 su un articolo comparso a Maggio sulla famosissima rivista a stelle e strisce Forbes. Che un Rosato salentino possa essere considerato tra i migliori al mondo lo spiega anche un altro esperto internazionale di vini. Questa volta è il giornalista Edward Deitch di NBC’s Today.com e ideatore del blog Vint-ed.com, che inserisce Kreos nella sua prsonale lista dei migliori 10 rosati di quest’anno scrivendone su Vinepair, una rivista online di vini. Partendo dal valore ormai certificato di questo vino rosato e potendo qui nel Salento, scegliere tra numerosissime etiKREOS_FORBESchette di rosati dalla fattura e qualità di livello assoluto, la domanda alla quale vorrei trovare una risposta è perchè i nostri vini rosati non vengano apprezzati dal grande pubblico di intenditori e appassionati di tutto il mondo. Le caratteristiche dei nostri vini rosati li rendono assolutamente adatti al consumo in qualunque situazione anche a tutto pasto. Sono dei vini adatti al’abbinameno di quasi tutte le pietanze, dagli aperitivi e gli antipasti, ai primi a base di pesce, carne o legumi. Dai frutti di mare e le fritture, fino ad arrivare ai secondi anche importanti di carne e pesce. E oltre a questa versatilità hanno anche una precisa identità e molto carattere, con il loro color cerasuolo spinto ed una persistenza gusto olfattiva da fare invidia al più consumato dei vini rossi da invecchiamamento. Certo manca la carica tannica del rovere anche se qualche etichetta con un pò di mesi passati in barrique inizia a girare sul mercato. Ora i Rosè Francesi all’acqua di rose con il loro colore scarico e il buquet floreale vacquo, dominano il mercato come dominano la classifica del nostro buon Nick Passmore che con circa 10 etichette su 20 hanno il primato assoluto. Perchè???. Qualche produttore Salentino ha provato ad avventurarsi sulla strada percorsa dai Francesi ma siamo sicuri che l’allineamento dei nostri Rosati della tradizione Salentina alla leggerezza e volatilità dei Provenzali sia la strada giusta??. La richiesta attuale dei consumatori si sa è improntata sul local, sul prodotto territoriale che genuinamente racconta la sua storia legata a doppio filo con la terra di origine. Forse semplicemente non si è ancora investito abbastanza per far conoscere i nostri Rosati come si è investito negli ultimi anni sui potenti rossi del Salento, Primitivo e Negramaro su tutti. Dobbiamo aumentare lo sforzo di divulgazione e di  presentazione dei nostri vini al grande pubblico Nazionale ed Internazionale perchè probabilmente il più grande limite dei vini Rosati nostrani è la loro assoluta assenza di visibilità verso il pubblico di consumatori enogastronomici alla ricerca continua di tipicità ed identità territoriale.

 

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